La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti premia Giuseppe Fanti, trentino con radici ben piantate nelle colline di Pressano, come Vignaiolo italiano dell’anno. Un riconoscimento importante per il “padre” della Nosiola e per tutti i Vignaioli del Trentino, che con il loro lavoro quotidiano e la loro passione portano avanti progetti di qualità e aiutano nella salvaguardia del nostro territorio e delle nostre varietà.

Giuseppe Fanti detto Bepi, nato nel 1928, ha festeggiato da poco i novant’anni. Nella sua vita ha sempre fatto il Vignaiolo ed è stato un pioniere. Negli anni Settanta, quando il vino era venduto prevalentemente sfuso, cominciò infatti ad imbottigliare la Nosiola di Pressano, credendo nelle potenzialità di questo vitigno e in quelle del suo territorio. Ma è anche un uomo che ha sempre visto lontano come quando, nel 1987, fondò l’Associazione Vignaioli del Trentino, ora Consorzio. “

A cavallo degli anni Sessanta/Settanta, quando ero un giovane studente di San Michele, Pressano era una piccola oasi in Trentino, con un leader indiscusso: il “Bepi” Fanti, un visionario vignaiolo, in quel periodo primo e unico imbottigliatore del magico bianco. Ricordo gli assaggi dalle vasche in cemento, la ritualità dell’avvinamento del bicchiere, le lunghe chiacchierate non solo di vino”, ricorda il vignaiolo Mario Pojer.

Anche Arrigo Pisoni, anima storica della famiglia Pisoni e memoria vivente della vitivinicoltura trentina, ha parole di stima per il “Vignaiolo Fanti”: “Un uomo nobile, il Giuseppe Fanti, di quelli pieni di ideali, come mio cugino Gino (ndr: primo presidente dell’Associazione Vignaioli del Trentino): non a caso, grandissimi amici. Furono persone come loro che diedero vita all’Associazione Vignaioli, per riempire un vuoto di rappresentanza e per un profondo senso di giustizia. All’epoca, infatti, chi produceva il vino con la propria uva, frutto del proprio lavoro e dei propri campi, era “figlio di nessuno”, pur figlio di questa stessa terra. È bene che questa storia venga ricordata e trasmessa, e il premio al Giuseppe è sicuramente un momento importante per rendere merito a chi all’epoca vide lontano e non ebbe paura di prendere decisioni coraggiose e lungimiranti”.

Il premio, intitolato da quest’anno a Leonildo Pieropan, gli verrà consegnato domenica 25 novembre al Mercato dei Vini di Piacenza, l’evento più importante per la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. “Ogni territorio ha bisogno di esperienze e testimonianze positive, di persone che credano nella territorialità come Giuseppe Fanti – afferma Lorenzo Cesconi, Presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino e consigliere FIVI - che tanto ha fatto per il mondo del vino e che con il suo lavoro è stato esempio e stimolo per tanti altri Vignaioli”.

“Giuseppe Fanti racchiude in sé il concetto di territorialità: che non è un termine astratto, come spesso si usa, ma un concetto che ha a che fare con la terra, con le cose migliori che essa produce e con la capacità di conoscerle, comprenderle e valorizzarle”, prosegue Lorenzo Cesconi. “Quando gran parte dei viticoltori intorno a lui portavano l’uva alla cantina sociale, Giuseppe Fanti vinificava e imbottigliava la Nosiola, e lo faceva con successo. È ancora emozionante aprire bottiglie della sua Nosiola degli anni Settanta: bottiglia renana di vetro verde, etichetta curata … se in certi casi si può parlare di “pionieri”, sicuramente di Giuseppe lo si può fare senza cadere in errore o esagerazioni retoriche. Il suo lavoro fu doppiamente importante perché da un lato dimostrò il valore di questa nostra piccola e preziosa varietà, dall’altro perché fu un esempio che fece da stimolo ad altri: tutti noi Vignaioli dobbiamo molto a lui, alla sua visione lunga, alla sua passione. Oggi più che mai il Trentino avrebbe bisogno di questo tipo di esempi: il premio che riceve Giuseppe, in questo senso, per tutti noi Vignaioli del Trentino deve rappresentare un’occasione di riflessione”.

 

 

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